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Ciclismo

Amstel Gold Race vince il polacco Kwiatkowski

A distanza di 7 anni il polacco vince la Corsa dell’ORO vincendo al fotofinisch lo sprint con il francese Cosnefroy.

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Tempo di lettura: 2 min.

Il polacco Kwiatkowski della Ineos si aggiudica la 56^ edizione della Amstel Gold Race. L’ex campione del mondo fa sua la corsa grazie ad un azione in cima al Cauberg a cui ha resistito solo il francese Cosnefroy sconfitto al fotofinish. Sconfitti di giornata Van Der Poel e Pidcock che nelle fasi decisive ha coperto Kwiatkowski.

La Corsa

La classica olandese anche quest’anno  ha visto i ciclisti battagliare sui 254,1 chilometri di gara. Dalla partenza di Maastricht per arrivare a Berg en Terblijt sino stati 33 i muri affrontati dai ciclisti. Dopo 9 km la gara è andata subito in ebollizione grazie all’attacco di 6 uomini: Ide Schelling (Bora-Hansgrohe), Owain Doull (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Movistar), Emils Liepens (Trek-Segafrdo), Aaron Van Poucke (Sport Vlaanderen Baloise) e Luca Rastelli (Bardiani-CSF-Faizanè). I 6 hanno avuto un vantaggio massimo di 5 minuti, ma da metà gara, km 125, le formazioni dei big lentamente hanno rosicchiato il vantaggio. Ai 100 km dall’arrivo fuoriescono dal gruppo Campenaerts, Van Hooydonck e Cortina che cercano di riportarsi sui fuggitivi in quel momento distanti poco più di un minuto. Dopo il secondo passaggio sul muro principale di giornata, cambiano i fuggitivi, Campenaerts e Van Hooydonck raggiungono i 6, che intanto avevano staccato l’italiano della Bardiani, Rastelli. Ma il gruppo dei migliori dopo un un piccolo rallentamento decideva di fare sul serio ed a 40 km dall’arrivo la corsa non aveva ancora un suo padrone

I muri decisivi

Sulla cote del Keutenberg, 1,6 km al 5,3% di pendenza media e massima del 20% si scatenava la bagarre dei favoriti. Dopo l’attacco di Benoot, che rimaneva sulle gambe ai nostri Trentin e Bagioli, rimanevano in 11 prima dell’ultimo passaggio sul Cauberg. Due belgi (Teuns e Benoot), due svizzeri (Hirschi e Kung), due danesi (Asgreen e Kamp), un britannico (Pidcock), un francese (Cosnefroy), un australiano (Matthews), un polacco (Kwiatkowski) e un olandese (Van der Poel). In cima al Cauberg  Kwiatkowski allunga e soltanto Cosnefroy gli andava dietro. Era l’attacco decisivo. I due trovavano la giusta colloborazione. Sul traguardo era ancora fotofinish come l’anno scorso. Ma questa volta è la Ineos a vincere con l’ex campione del mondo Kwiatkowski che brucia Cosnefroy.




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