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Inzaghi: contro la Juventus ci vuole il cuore per vincere

Le parole del tecnico nerazzurro prima della finale di Coppa Italia

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Tempo di lettura: 3 min.

Inzaghi: contro la Juventus ci vuole il cuore per vincere.

Conferenza Stampa allo Stadio Olimpico ed in presenza (trasmessa anche via social) dell’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi e del capitano dei Campioni d’Italia Handanovic. Hanno risposto alle domande dei colleghi.

Grazie al contributo del sito della squadra nerazzurra vediamo alcune risposte del tecnico piacentino.

Che sensazioni prova prima di questa finale?
“Essere qui è motivo di grande orgoglio, è una partita importantissima. Per me non esistono ricette per vincere le finali. Serviranno corsa, determinazione e concentrazione. Dovremo dare il 120% per alzare il secondo trofeo stagionale”.

Quanto è importante per lei questa settimana?
“Lo è per tutti, non solo per me. Assieme allo staff sappiamo quanta strada abbiamo fatto, da dove siamo partiti. Strada facendo siamo stati bravi a fare bene grazie alla squadra e ai ragazzi. Le aspettative sono cresciute. Il futuro è domani, dobbiamo cercare di vincere. Poi ci saranno le ultime giornate di campionato. Ripensando al giorno della presentazione, lo scorso 8 luglio, il lavoro fatto è stato enorme, e ben fatto. Quel giorno non mi sarei aspettato tutto questo”.

Al suo primo anno sulla panchina dell’Inter ha fatto record di punti, vinto la Supercoppa, arrivato in finale di Coppa Italia, si sta giocando lo Scudetto. Però rischia di essere un percorso incompleto a causa delle ultime partite. Cosa ne pensa?
“Io devo tutto alla squadra, che mi ha sempre seguito. La stagione è stata grandissima. Siamo alla partita numero 50, per 7-8 mesi abbiamo fatto un grandissimo calcio, abbiamo lasciato dei punti per strada in un periodo di flessione ma se ripenso a come abbiamo giocato contro il Liverpool, a come siamo arrivati a questa finale… non posso dire nulla alla squadra”.

Quanto è difficile concentrarsi solo sulla Coppa Italia, anziché sul campionato?
“Ne abbiamo parlato insieme. Probabilmente sarebbe stato meglio giocare la finale al termine della Serie A ma era stabilito così da inizio anno. Ho affrontato finali da giocatore e da allenatore, non è un problema giocare a ridosso con il campionato”.

Non ci sono favoriti nelle finali, ma siete stati migliori della Juventus in stagione. Avete questa consapevolezza?
“Li abbiamo incontrati tre volte, tre partite diverse anche tatticamente. Mi aspetto una sfida molto aperta. Poi bisognerà interpretarla nel migliore dei modi e non bisognerà sbagliare. Sono gli episodi a decidere queste sfide”.

Tante volte l’Inter ha reagito dopo essere andata in svantaggio. Che approccio si aspetta?
“Ogni partita è differente dalle altre, non c’è una scienza precisa. L’unica cosa che va messo in campo è il cuore e questa squadra ha dimostrato di mettercelo sempre. Su 49 partite ne abbiamo perse solo 6, e non sempre meritando di perdere”.

Che emozioni prova a tornare nel suo stadio Olimpico?
“Qui all’Olimpico sono stato 21 anni. Conosco tutto e tutti, rivedrò tante persone che mi  hanno voluto bene. Mi hanno fatto stare bene. Ora sono davvero orgoglioso di essere l’allenatore dell’Inter, un Club grandissimo”.

Come vi siete preparati?
“Bisogna avere fame. La Supercoppa l’abbiamo voluta a tutti i costi. In questi giorni abbiamo lavorato davvero bene”.

Tutto il mondo collegato, i tifosi dell’Inter faranno un corteo e una super coreografia, anche assieme ai tifosi della Lazio. Che atmosfera si aspetta?
“Io ho allenato Lazio e Inter, sono tifoserie gemellate in grado di trascinare le proprie squadre. In casa e trasferta ci siamo sempre sentiti trascinati. Prendete Udine: era una partita complicata e ci hanno sostenuto con una forza incredibile”.

Bastoni è totalmente recuperato? Che scelte farà?
“Le scelte sono tutte mirate solo alla finale di Coppa Italia. Ho tutti a disposizione tranne Vecino, che ha avuto un problema nell’ultimo allenamento. Ne avrà per 3-4 giorni e non sarà arruolabile. Bastoni è recuperato, ha fatto un allenamento e mezzo in gruppo. Andrà valutato anche domattina dopo il risveglio muscolare, i dubbi ci sono non solo per lui a livello di scelte. Decideremo dopo il piccolo allenamento di domattina”.

da http://www.inter.it

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