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Serie B

L’Arena sembra l’Azteca: 3 a 4 indomito ma la A è tutta e solo del Monza grazie ad un Gytkjaer formato Gigi Riva

Fuochi d’artificio all’Arena Garibaldi: il Pisa bussa due volte con Torregrossa e Hermansson. Il Monza con l’olio di gomito dei pazienti costruisce la sua silenziosa rivoluzione: Machin e Gytkjaer pareggiano i conti. Mastinu dopo il 90’, porta il Match ai supplementari. Qui l’inzuccata di Marrone e uno svarione di Birindelli che regala a Gytkjaer la doppietta, lanciano i monsiaschi per la prima volta in A

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monza promozione
AC Monza- Foto Buzzi
Tempo di lettura: 3 min.

Dedicato a tutti quelli che “Che noia che barba la serie B”… l’Arena Garibaldi, per una notte vietata ai deboli di cuore, si ritrova e forse non sa nemmeno lei il perché, in provincia di Città del Messico.

Il Pisa, gioca a fare la Germania, ma è il Monza che alla fine, dopo oltre 120 minuti di studio matto e disperatissimo, si gode il suo meritato nunc dimittis, si veste di Italia e non va in finale contro il Brasile ma dritta in serie A.

Contro i suoi detrattori, contro quei musi sempre lunghi e sempre perennemente criticonzoli, i primi, aI quali Giovanni Stroppa da Mulazzano, nel lodigiano, ha pensato, appena Mariani ha fischiato la fine di un estenuante ma esaltante duello sportivo.

Benvenuti nella girandola di emozioni dell’Arena Garibaldi. Anzi, per il tourbillon ed il bailamme di situazioni, sembrava che la finale play off di ritorno, si sia giocata nella famosa torre cittadina.

Neroblu e biancorossi, hanno lasciato negli spogliatoi i facili calcoli, le pigre strategie e si sono affrontate infilzata ad infilzata, quasi fossero due abili schermidori.

Pronti via ed è subito, anzi, subitissimo, Pisa. Sibilli, dalla sinistra gira al centro una palla in modo quasi fortuito. Torregrossa frega Pirola, fa fare a questi la figura della bella statuina e neanche il tempo di respirare ed il Pisa ha già timbrato il cartellino del gol.

La rete galvanizza il già caldo ambiente toscano e, apriti cielo: il Monza non ci capisce niente, al Pisa, riesce tutto: come riesce ad Hermannsson, di saltare indisturbato di testa: 2 a 0.

Due schiaffi che avrebbero messo k.o persino Mike Tyson. Ma non questo Monza, dalla dura cervice e dalla tempra infinita.

Machin, con un gioco di prestigio, punge il leone pisano proprio nel momento di maggior ruggito. Il Monza, non è finito. E, torna a respirare.

Gli ululati iniziali lasciano spazio a momenti dove si desidera gestire gli eventi, ma gli eventi stessi, diventano una pallina su un piano inclinato.

Christian Gytkjaer, quando entra in campo, ha il sorriso della serenità. Ernesto Torregrossa, al contrario, quando esce, ha la faccia, contrita, del rimpianto.

Proprio il numero 9 danese, ex Lech Poznan, finalizza al meglio un’azione da futebol bailado dei ragazzi di Stroppa, di quei tre ragazzi li: Imbucata di Barberis, tacco di Mota e tiro di Gytkjaer, è la rete del 2 a 2.

Molti avversari avrebbero alzato bandiera bianca. Non questo Pisa, cane che continua a voler abbaiare che vuole solo mordere ancora. Tiro alla disperata, gol della speranza, anzi della certezza supplementari: fa tutto il Matstinu napoletano? No, sardo: Giuseppe Mastinu.

La corrida deve prendere la strada dell’extra time. Il toro iniziale Pisa viene disinnescato due volte. Saranno quelle che non lo faranno più imperversare.

I toreri, più abili di Manolete, si chiamano Marrone, che di testa mette le cose sul 3 a 3 e ancora una volta lui, Gytkjaser, che complice un errore da matita blu di Birindelli, mette sotto le gambe di Nicolas la palla del 3 a 4.

Il troppo storpia? No, semmai il troppo Stroppa. Il Monza, che aveva visto sfilare la promozione diretta all’ultima giornata dopo lo scivolone di Perugia, se la riconquista, dalla porta stretta, quella di servizio.

Del resto, lo scorso anno ed in gran parte anche in questa stagione, le porte larghe, dove gli stipiti non sono unti di sofferenza, non sembrano piacergli un granché.

Complimenti Monza, un plauso grande così Pisa. Un grazie ad un ultimo atto di una finale play off, da mandare a memoria. Dedicato a tutti quelli che hanno la puzza sotto il naso, che “Tanto la serie b che barba che noia”. Se si combatte come hanno fatto questo Monza e questo Pisa, nulla è noioso e tutto, può davvero succedere.

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