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Qatar 2022: “Al Rihla”, l’ultimo dei palloni…

Da Uruguay 1930 a oggi, l’evoluzione del protagonista più atteso

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Tempo di lettura: 14 min.

Qatar 2022: “Al Rihla”, l’ultimo dei palloni…

Da Uruguay 1930 a oggi, l’evoluzione del protagonista più atteso

 

L’Al Rihla, pallone ufficiale di Qatar 2022, è solo l’ultimo di una colorata storia di palloni da calcio che hanno partecipato ai tornei della Coppa del Mondo.

 

  • Da Uruguay 1930 a oggi, l’evoluzione del protagonista più atteso

  • Al Rihla è il quattordicesimo pallone ufficiale firmato adidas

  • La sfera utilizzata a Qatar 2022 è la più eco-sostenibile di sempre

Alla Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 che inizierà domenica 20 novembre, il meglio del calcio mondiale metterà in mostra le proprie doti balistiche grazie a un Official Match Ball di grande impatto visivo, qualità ed eco-sostenibilità. Ribattezzato Al Rihla, il quattordicesimo pallone creato da Adidas per altrettante edizioni consecutive della Coppa del Mondo FIFA, viaggia più velocemente in volo di qualsiasi altro suo predecessore nella storia del torneo. È stato inoltre progettato per supportare le fasi di gioco a più elevata intensità e consentirà ai calciatori di esprimersi al massimo delle loro potenzialità in Qatar.

In lingua araba, Al Rihla significa appunto “il viaggio” e la colorazione audace e vibrante della sfera si ispira alla cultura, all’architettura, alle tradizionali imbarcazioni e alla bandiera del Qatar. Ancora una volta, adidas è riuscita a mettere la propria esperienza sportiva al servizio dell’evento calcistico planetario per eccellenza, realizzando un pallone dall’estetica elegante, ma al tempo stesso preciso e stabile in volo. Per una maggiore sostenibilità ambientale del prodotto, nell’assemblamento dello stesso sono stati utilizzati inchiostri e colle rigorosamente a base d’acqua. Le caratteristiche tecniche di Al Rihla:

CRT-CORE: il cuore della sfera, il nucleo che le garantisce velocità, accuratezza e consistenza. Per una dinamica di spostamento rapida e precisa, con la massima tenuta di forma e di pressione, nonché di precisione di rimbalzo;

SPEEDSHELL – una superficie testurizzata in poliuretano con una nuova composizione a 20 pannelli che migliora precisione, stabilità in volo e rotazioni.

Per maggiori informazioni su Al Rihla, clicca qui.

Visto che Qatar 2022 è ormai alle porte, abbiamo colto l’occasione per ripercorrere brevemente la storia dei palloni dei Mondiali, soffermandoci maggiormente su quelli che hanno lasciato la loro indelebile traccia nella mente degli appassionati.


Uruguay 1930 — Tiento

Il Tiento (vedi immagine sopra) fu uno dei due palloni utilizzati nell’edizione inaugurale della Coppa del Mondo. All’epoca non esistevano prodotti ufficiali, né tantomeno una regola su chi dovesse essere il fornitore. Le finaliste, Argentina e Uruguay, si portarono quindi i rispettivi palloni in occasione della sfida decisiva per assegnare il titolo. Nel primo tempo, durante il quale fu utilizzata la “Pelota argentina”, il Tiento appunto, gli ospiti si portarono in vantaggio per 1-2. Nel secondo tempo, tuttavia, i padroni di casa rimontarono utilizzando il famoso Modelo T (nella foto sotto) e il match si chiuse sul 4-2 in loro favore.


Italia 1934 — Federale 102

Produttore: ECAS (Ente Centrale Approvigionamenti Sportivi)

Realizzato a Roma, il mitico Federale 102 aveva una curiosa somiglianza con un pallone da rugby ed era caratterizzato da una pelle bovina di color marrone naturale e da 13 pannelli di forma poligonale, sagomati a coroncina. Rubò l’occhio durante la finale tra i padroni di casa dell’Italia e la Cecoslovacchia, in particolare quando Raimundo Orsi mise a segno lo splendido gol del pareggio per gli Azzurri che poi vinsero 2-1.


Francia 1938 — Allen

Produttore: Allen

Il pallone utilizzato in Francia era molto simile al Federale 102 di quattro anni prima. Realizzato da un’azienda manifatturiera parigina, l’Allen era in pelle bovina ed era formato da 13 pannelli.


Brasile 1950 — Duplo T

Produttore: Superball

L’avvento del Duplo T segnò un cambio epocale rispetto ai palloni precedenti, i cui lacci cuciti a mano ricordavano quelli del rugby. Talvolta chiamato Superball, il Duplo T – formato da 12 pannelli identici – è stato il primo pallone a non avere lacci sul rivestimento esterno in pelle bovina marrone.


Svizzera 1954 — Swiss World Champion

Produttore: Kost Sports

Realizzato da un’azienda con sede a Basilea, lo Swiss World Champion era composto da 18 pannelli invece dei soliti dodici o tredici. Inoltre, era di colore giallo anziché in tradizionale marrone scuro.


Svezia 1958 — Top Star

Produttore: Sydsvenska Lader & Remfabriks Manufacturing

Nell’edizione ospitata dalla Svezia a fine anni ‘50, il francese Just Fontaine segnò ben 13 gol con il pallone Top Star, un record per un singolo Mondiale. Il Top Star fu scelto fra 102 palloni non marchiati che erano stati messi alla prova “alla cieca” ed erano stati valutati da quattro dirigenti FIFA.


Cile 1962 — Crack

Produttore: Custodio Zamora

Le polemiche sul pallone caratterizzarono l’edizione cilena della Coppa del Mondo. La sfera prescelta non fu accolta bene universalmente, tant’è che anche l’arbitro Ken Aston non ne fu entusiasta. Il principale difetto del pallone era l’acqua che si infiltrava attraverso le cuciture e lo rendeva sempre più pesante.


Inghilterra 1966 — Challenge 4-Star

Produttore: Slazenger

Il Mondiale inglese è stato l’ultimo in cui il Paese ospitante ha scelto il pallone del torneo. Dopo attente valutazioni, la English Football Association optò per il Challenge 4-Star, formato da 18 pannelli e disponibile in arancione o giallo.


Messico 1970 — Telstar

Produttore: Adidas

Il Telstar fu il primo pallone “ufficiale” della Coppa del Mondo FIFA e il suo avvento coincise con l’arrivo di Adidas come fornitore, definendo il punto di partenza di un’avventura che dura ormai da più di cinquant’anni. L’accattivante design del pallone, una sfera composta da 32 pannelli, venti bianchi esagonali e dodici neri pentagonali, rende il Telstar uno dei palloni più iconici di tutti i tempi.


Germania Ovest 1974 — Telstar Durlast

Produttore: Adidas

Il Telstar Durlast rappresentò un’evoluzione del Telstar originale di quattro anni prima. È stato il primo pallone ufficiale a portare impressi su di sé il proprio nome e il proprio logo, nonché il primo a essere protetto da un rivestimento impermeabile in poliuretano.


Argentina 1978 — Tango

Produttore: Adidas

Con una popolarità quasi comparabile all’iconica serie Telstar, il Tango e i suoi successori si sono succeduti dal 1978 al 1998, con modifiche minime al design. Sempre formato da 32 pannelli cuciti a mano, di cui venti esagonali e dodici pentagonali, il Tango era costoso per l’epoca, ma, nonostante ciò, si impose sul mercato. Nel 1988 fu utilizzato anche agli Europei in Germania e ai Giochi Olimpici di Seoul.


Spagna 1982 — Tango España

Produttore: Adidas

Grazie alla popolarità del suo predecessore, il Tango España necessitò solo di piccole modifiche, come una migliore impermeabilizzazione, resa possibile dall’introduzione di cuciture gommate per evitare che il pallone si appesantisse a causa dell’ingresso dell’acqua. I cambiamenti non si rivelarono però sostenibili, perché quando le cuciture apparivano danneggiate, i palloni dovevano essere sostituiti. Il Tango España segnò così la fine dell’era del pallone di cuoio.


Messico 1986 — Azteca

Produttore: Adidas

Per la prima volta, in occasione del Mondiale messicano, adidas ha prodotto un pallone sintetico al 100% e caratterizzato, sotto il profilo estetico, da disegni riguardanti la cultura azteca. Questa sfera occupa un posto unico nella storia della Coppa del Mondo, perché è quella con cui Diego Armando Maradona scavalcò il portiere dell’Inghilterra Peter Shilton, siglando il famigerato gol della “Mano di Dio”.


Italia 1990 — Etrusco Unico

Produttore: Adidas

Proprio come i suoi predecessori, l’Etrusco Unico è stato ispirato dalla cultura della nazione ospitante: il pallone è caratterizzato graficamente da tre teste bianche di leone etrusco, campeggianti al centro di una serie di triangoli neri. Forse quelle teste di leone intimorirono gli attaccanti, perché Italia ‘90 fece registrare la più bassa media-gol per partita nella storia dei Mondiali.


USA 1994 — Questra

Produttore: Adidas

La grafica del Questra commemorava il 25° anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Costruito con cinque materiali diversi, tra cui il polistirolo espanso, il pallone fu reso da adidas più impermeabile, più leggero, più morbido e più reattivo. Essendo più sensibile al tocco e più facile da controllare, il Questra contribuì ad accelerare la velocità del gioco.


Francia 1998 — Tricolore

Produttore: Adidas

Il Tricolore fu il primo esemplare a presentare un design multicolore, con inserti rossi, bianchi e blu a ricordare la bandiera francese.


Corea-Giappone 2002 – Fevernova

Produttore: Adidas

Nel 2002 Adidas ha abbandonato il tradizionale design del Tango e ha realizzato il Fevernova, un pallone che ha immediatamente dato una sensazione di grande leggerezza.


Germania 2006 — Teamgeist

Produttore: Adidas

Il Teamgeist era composto da 14 pannelli incollati termicamente, anziché cuciti, con una combinazione armoniosa di motivi pentagonali, esagonali e forme rettangolari. Secondo molti giocatori, la sua morbidezza e sensibilità al tocco, unite a un design più rotondo, hanno consentito di ottenere una maggiore precisione al tiro e in tutte le fasi di gioco. Per la finalissima tra Italia e Francia, Adidas ha creato una versione speciale in oro, la Teamgeist Berlin.


Sudafrica 2010 — Jabulani

Produttore: Adidas

Se il Teamgeist di Germania 2006 è stato lodato per la sua precisione, il pallone ufficiale di Sudafrica 2010 è stato pesantemente criticato per il modo in cui cambiava traiettoria in aria sui tiri dalla lunga distanza, divenendo altamente imprevedibile. Per contro, alcuni giocatori sostenevano che, grazie alla tecnologia “Grip ‘n’ Groove”, i portieri erano in grado di trattenere meglio la sfera. In finale fu adottata un’edizione speciale in oro del pallone ufficiale, chiamata Jo’bulani, dal nome della città in cui si giocò il match decisivo, Johannesburg.


Brasile 2014 — Brazuca

Produttore: Adidas Sono stati gli appassionati di calcio locali a dare il nome al pallone ufficiale della Coppa del Mondo 2014, giocata in Brasile. Il nome Brazuca è un termine locale informale che significa “brasiliano” oppure viene utilizzato per descrivere lo stile di vita della gente brasiliana. Come nei due tornei precedenti, adidas ha creato un’edizione speciale con linee curve dorate per la finale: il Brazuca Final Rio.


Russia 2018 — Telstar 18

Produttore: Adidas Per i Mondiali in Russia di quattro anni fa, l’azienda tedesca è tornata al Telstar. La versione Telstar 18 è stata utilizzata nella fase a gironi, mentre il Telstar Mechta con inserti rossi è stato introdotto per le sfide a eliminazione diretta; la parola russa Mechta si traduce come “sogno” o “ambizione”.


Qatar 2022 — Al Rihla

Produttore: Adidas Il pallone ufficiale per il Mondiale in Qatar è Al Rihla, un termine che in lingua araba indica “il viaggio”. Prodotto utilizzando esclusivamente inchiostri e colle a base d’acqua, Al Rihla è uno dei palloni dei Mondiali più ecologici di sempre.

 

(da https://www.fifa.com/fifaplus/)


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