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Serie A

Thiago Motta: “Bugie sul rapporto con la squadra, io e Giuntoli sempre in sintonia”

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Thiago Motta osserva la squadra (FOTO DI MAURIZIO VALLETTA)

L’ormai ex allenatore della Juventus torna a parlare dopo il suo esonero. Per la prima volta dopo le brevi dichiarazioni rilasciate all’ANSA, Thiago Motta torna a parlare, e lo fa in una lunga intervista al Corriere della sera. Dal rapporto con la squadra, a quello con il direttore Giuntoli, passando dai singoli e togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa.

L’intervista di Thiago Motta al corriere della sera

Sono deluso perché non è andata come speravamo. Però non sono d’accordo quando sento parlare di fallimento: il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto in classifica che era, a inizio stagione, l’obiettivo prioritario

FIDUCIA: “Pubblicamente avevano espresso la loro fiducia e l’indicazione di proseguire il percorso. Segnali importanti, che alla fine danno tranquillità e stimoli per continuare a lavorare”

ESONERO: “Non accetto che si butti via tutto il lavoro fatto. Una squadra tutta nuova, falcidiata dagli infortuni, stava per raggiungere l’obiettivo prefissato. Ma io ho accettato la scelta della società e spero il bene per la Juve

SPOGLIATOIO CONTRO: “Chi dice che io avevo lo spogliatoio contro è un bugiardo. Sono cose inaccettabili, non è vero. Mai nessuno con cui ho lavorato, in carriera, ha detto pubblicamente di avere avuto problemi con me. Alla Juve avevo un ottimo rapporto con tutti i miei giocatori dal punto di vista professionale e umano. “Ho dovuto ascoltare in questo periodo non critiche tecniche, sempre da tener di conto, ma attacchi personali. Il rapporto con i miei giocatori e con la squadra era ottimo e questi ragazzi hanno sempre dato tutto, hanno fatto sempre il massimo. Non accetto gli attacchi personali fondati su maldicenze

MI VERGOGNO DI TE: “Non ho mai avuto la conversazione di cui si è scritto, mai. E mai ho avuto un litigio con il direttore, mai. Abbiamo parlato di come migliorare la squadra, come sempre, e lo abbiamo fatto con chiarezza e onestà, anche con opinioni diverse, come sempre si fa. Sono proprio queste bugie che non intendo lasciar passare

YLDIZ: “Non ho mai detto a Kenan una cosa simile. Ho chiesto tante cose ai miei giocatori, ho delle esigenze e dei principi come allenatore. Possiamo sempre discutere per trovare il modo migliore di fare, però sempre in modo positivo, con rispetto reciproco. Credo che Yldiz avrà un futuro da protagonista perché, al di là del suo talento, è un campione come ragazzo. Non è facile trovare un ragazzo, così giovane, con questa mentalità, questa cultura del lavoro”

DANILO: “Con Danilo abbiamo avuto un buon rapporto. Quando è stato con noi, quando ha giocato, è stato sempre il nostro capitano. È chiaro che stavano emergendo altri giocatori come Savona. Era una concorrenza importante che Danilo ha sempre accettato. Il rapporto è stato un rapporto normale tra un giocatore e un allenatore. Poi è finito. Va detto che obiettivo e compito del club era anche ringiovanire la rosa

GIUNTOLI: “Sono sempre stato in sintonia con il direttore per la definizione della rosa. Abbiamo iniziato con una squadra che, per motivi sportivi ma anche economici, dovevamo profondamente cambiare. Io non sono entrato nelle valutazioni economiche dei singoli giocatori, ma abbiamo sempre concordato le scelte volte a rinforzare la squadra

BREMER: “Giocando ogni due o tre giorni abbiamo avuto tantissimi infortuni. È chiaro che tutti i giocatori sono importanti, però Bremer per questa squadra è fondamentale in tutti i sensi, sia in campo che nello spogliatoio. Con lui in campo abbiamo fatto sei clean sheet. Poi si è fatto male anche Cabal… All’inizio della stagione, quando si parlava della cessione di Bremer, ho chiesto alla società che restasse con noi

KOOPMEINERS: “Secondo me Koop è stato caricato fin da subito di troppe attese. Ha pesato il costo molto alto del suo acquisto. Però sono sicuro che saprà fare sempre meglio. È un giocatore di alto livello. Sono convinto che quando si equilibrerà e si normalizzeranno le aspettative lui tornerà ai suoi livelli. Ha bisogno di adattarsi al suo ruolo sia nello spogliatoio che in campo

UN ERRORE LASCIAR PARTIRE FAGIOLI E KEAN:”No, per me no, sono state scelte economiche e non solo tecniche. Certo, a inizio stagione la società non sapeva che Milik non sarebbe mai stato disponibile. Fagioli all’inizio con noi ha giocato molto bene, ma poi ha avuto un periodo di maggiore difficoltà e allora, sempre in sintonia con la società, si è deciso che facesse una nuova esperienza. Mi auguro che Fagioli e Kean possano continuare a crescere come stanno facendo. Un giocatore che abbiamo sbagliato a non trattenere è Nicolussi Caviglia

VLAHOVIC: “Dusan ha giocato tantissimo, qualcuno diceva troppo, perché l’ha meritato, perché ha lavorato bene. Dusan quando non ha giocato non era felice, ma ha avuto sempre rispetto per le mie scelte, ha continuato a lavorare e quando è entrato in campo ha fatto il suo, dando il massimo e cercando di aiutare la squadra

DOUGLAS LUIZ: “Luiz ha una grande potenzialità perché è un giocatore che ha tecnica e una dote che a me piace molto: ha personalità e coraggio. Poi sicuramente gli infortuni non lo hanno aiutato perché, per restare in forma, hai bisogno di continuità

SAVONA: “Nei primi 15 giorni di lavoro non vedevo Savona pronto a affrontare la serie A. Poi, in Germania, lui entra in un momento difficile e vedo un ragazzo sicuro di se stesso, applicatissimo nella fase difensiva, difficile da saltare, tranquillo e sereno con la palla

MBANGULA: “Mbangula ha qualità molto interessanti: sa capire quando giocare, quando dribblare, quando dialogare con i compagni. È un altro esempio che quando un ragazzo ha le qualità, ha il talento e sa lavorare, si possono creare, con il nostro aiuto, le opportunità per emergere

MODELLI: “Io non sono né ideologo né filosofo, sono un allenatore di calcio e mi piace vincere. Da quando ho iniziato con i ragazzi della Paris Saint-Germain fino ad oggi ho cambiato tantissimo. Ho le mie convinzioni, frutto dell’incontro con tanti tecnici e dall’aver conosciuto molti paesi e molte culture calcistiche. Se devo farle dei nomi: Van Gaal, Gasperini, Ancelotti, Mourinho. Carlo sostiene una cosa molto giusta: ci sono due tipi di giocatori, quelli che fanno la differenza e quelli che corrono, in mezzo non si può stare

TIFOSI: “Li ringrazio per tutto quello che abbiamo vissuto insieme. La Juve è una grande squadra e ha bisogno di vincere. La Juve deve tornare a vincere. Il che non le accade da troppi anni, dopo un ciclo leggendario. Ai tifosi dunque dico solo grazie per esserci stati vicini, anche criticamente, ma sempre con grande amore”




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